Sistema Tessera Sanitaria

Le ricevute e il Sistema TS, in un unico portale

La ricevuta di un professionista sanitario segue regole che un software di fatturazione generalista non conosce: esenzione IVA, marca da bollo oltre una determinata soglia, e il divieto di emettere fattura elettronica verso il paziente, diventato permanente con il decreto legislativo 81/2025. A queste si aggiunge la trasmissione delle spese al Sistema Tessera Sanitaria, che è un adempimento distinto, con un termine e sanzioni proprie.

NutriFacile le tratta come una cosa sola, perché nella giornata di lavoro lo sono. Questa pagina descrive come funziona nel gestionale e, prima ancora, come funziona la regola.

L’obbligo

Chi è tenuto a trasmettere

L’obbligo riguarda i professionisti sanitari iscritti a un albo che emettono documenti di spesa a persone fisiche. Nel campo della nutrizione comprende i medici specialisti, i biologi iscritti all’Albo nazionale dei biologi, quindi i biologi nutrizionisti, e gli iscritti agli albi delle professioni sanitarie, fra cui i dietisti.

La platea è stata ampliata a più riprese dal 2015 in avanti, e l’elenco aggiornato delle categorie abilitate al servizio è pubblicato sul portale del Sistema Tessera Sanitaria. Chi è tenuto alla trasmissione non può emettere fattura elettronica verso il paziente: le due regole si tengono per mano.

I due adempimenti, in ordine

  1. 1

    La ricevuta al paziente

    Documento cartaceo o PDF, esente IVA, con bollo oltre 77,47 € e numerazione progressiva. Mai fattura elettronica via SdI.

  2. 2

    Il dato al Sistema TS

    Trasmissione telematica della spesa, entro il 31 gennaio dell’anno successivo, perché compaia nella dichiarazione precompilata del paziente.

Le regole applicate in automatico

Esenzione IVA preimpostata

La prestazione sanitaria resa dal professionista è esente IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/72. La dicitura è già impostata sulla ricevuta e non va ricordata a ogni emissione.

Marca da bollo alla soglia corretta

Oltre 77,47 € la marca da bollo da 2 € viene aggiunta automaticamente; sotto quella soglia, no. È l’elemento che più spesso viene omesso quando la ricevuta si compila su un modello di videoscrittura.

Stima di tasse e contributi

Per ogni incasso il sistema stima imposte e contributi sul regime del professionista, forfettario oppure ordinario con la relativa gestione INPS, e indica l’importo da accantonare e il netto residuo.

Documentazione per il commercialista

Numerazione progressiva senza interruzioni, storico ordinato per mese ed esportazione in CSV. La documentazione richiesta a fine anno è già pronta, senza ricostruzioni manuali.

La detrazione

Cosa rende la ricevuta detraibile per il paziente

Perché il paziente possa portare la spesa in detrazione, il documento deve indicare la specifica attività professionale di chi lo emette e descrivere la prestazione sanitaria resa. Non serve una prescrizione medica.

Per le visite nutrizionali con rilascio di una dieta personalizzata effettuate da biologi, il punto è stato chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 11/E del 21 maggio 2014: la spesa rientra fra quelle detraibili ai sensi dell’art. 15, comma 1, lettera c) del TUIR. La detrazione spetta nella misura del 19% sulla parte che eccede la franchigia di 129,11 €.

Nel gestionale la descrizione della prestazione è un campo della ricevuta, non una nota facoltativa, e viene riportata sul documento consegnato al paziente.

La trasmissione

Le spese nella dichiarazione precompilata

Il Sistema Tessera Sanitaria è ciò che consente alla spesa sostenuta dal paziente di comparire già compilata nella sua dichiarazione precompilata. Non è facoltativo, e resta l’adempimento più frequentemente arretrato, perché vive su un portale separato, con credenziali separate e un termine proprio.

Dalle spese sostenute nel 2025 la cadenza è annuale, con termine al 31 gennaio dell’anno successivo. Lo ha stabilito il decreto legislativo 12 giugno 2025 n. 81, che ha sostituito le scadenze semestrali introdotte dal decreto ministeriale dell’8 febbraio 2024, e il decreto MEF del 29 ottobre 2025 ne ha fissato il termine. Nulla vieta di trasmettere durante l’anno, mano a mano che i documenti vengono emessi, ed è il modo più sicuro di arrivare a gennaio senza arretrati.

Nella piattaforma la trasmissione parte dalle ricevute già emesse. Ogni operazione, di invio o di cancellazione, resta registrata nel log con l’esito così come restituito dal Sistema TS, senza rielaborazioni.

L’opposizione del paziente

Il paziente ha diritto di chiedere che la propria spesa sanitaria non entri nella dichiarazione precompilata. Raccogliere quella scelta e rispettarla è compito del professionista.

L’opposizione non si traduce in un mancato invio: il documento viene trasmesso ugualmente, con il contrassegno dell’opposizione e senza il codice fiscale del paziente, così che la spesa non sia attribuibile a lui.

Nel gestionale è un dato della singola ricevuta, indicato al momento dell’emissione: da lì in avanti la trasmissione si comporta di conseguenza, senza che occorra ricordarsene al momento dell’invio.

Le credenziali del Sistema TS restano del professionista e sono conservate cifrate. La trasmissione avviene su sua istruzione: il titolare del trattamento è lui.

Cosa succede quando una spesa non viene trasmessa

La sanzione è di 100 € per ogni documento di spesa omesso, errato o trasmesso in ritardo, senza applicazione del cumulo giuridico, fino a un massimo di 50.000 €. La misura è prevista dall’art. 3, comma 5-bis, del decreto legislativo 175/2014, e che i 100 € valgano per ogni singolo documento, e non per l’invio nel suo complesso, è il punto chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 22/E del 23 maggio 2022.

Restano due vie d’uscita. La sanzione non si applica se la trasmissione corretta avviene entro cinque giorni dalla scadenza, oppure entro cinque giorni dalla segnalazione dell’Agenzia. Se la correzione arriva entro sessanta giorni dal termine, la sanzione scende a un terzo, con un massimo di 20.000 €.

Domande frequenti

Chi è tenuto a trasmettere le spese sanitarie al Sistema TS?
Tutti i professionisti sanitari iscritti a un albo, fra cui i medici, i biologi iscritti all’Albo nazionale dei biologi (quindi i biologi nutrizionisti) e gli iscritti agli albi delle professioni sanitarie, fra cui i dietisti. L’obbligo riguarda i documenti di spesa emessi a persone fisiche per prestazioni sanitarie.
Entro quando vanno trasmesse le spese sanitarie?
Entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello in cui la spesa è stata sostenuta. La cadenza annuale è stata introdotta dal decreto legislativo 12 giugno 2025, n. 81, che ha sostituito le scadenze semestrali previste dal decreto ministeriale dell’8 febbraio 2024, e il termine è stato fissato dal decreto MEF del 29 ottobre 2025. I dati possono comunque essere inviati durante l’anno, mano a mano che i documenti vengono emessi.
Cosa succede se una spesa viene trasmessa in ritardo o con dati errati?
La sanzione è di 100 euro per ogni documento di spesa omesso, errato o tardivo, senza applicazione del cumulo giuridico, fino a un massimo di 50.000 euro (art. 3, comma 5-bis, del D.Lgs. 175/2014). Non si applica se la trasmissione corretta avviene entro cinque giorni dalla scadenza, oppure entro cinque giorni dalla segnalazione dell’Agenzia delle Entrate. Se la correzione arriva entro sessanta giorni dal termine, la sanzione è ridotta a un terzo con un massimo di 20.000 euro.
Come funziona l’opposizione del paziente alla trasmissione?
Il paziente può chiedere che la spesa non entri nella propria dichiarazione precompilata. Quando lo fa al momento del pagamento, il professionista annota l’opposizione sul documento e trasmette comunque il dato al Sistema TS, con il contrassegno dell’opposizione e senza il codice fiscale del paziente, così che la spesa non sia attribuibile a lui. In alternativa il paziente può opporsi in un momento successivo dall’area riservata del Sistema Tessera Sanitaria, nella finestra fissata ogni anno.
Cosa deve contenere la ricevuta perché il paziente possa detrarre la spesa?
Deve indicare la specifica attività professionale di chi la emette e descrivere la prestazione sanitaria resa. Per le visite nutrizionali con rilascio di dieta personalizzata effettuate da biologi, l’Agenzia delle Entrate lo ha chiarito con la circolare 11/E del 21 maggio 2014: la spesa è detraibile ai sensi dell’art. 15, comma 1, lettera c) del TUIR e non è necessaria una prescrizione medica. La detrazione è del 19% sulla parte che eccede la franchigia di 129,11 euro.
Un nutrizionista deve emettere fattura elettronica al paziente?
No. Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche l’emissione della fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio è vietata, e il divieto, prorogato di anno in anno fino al 2025, è diventato permanente con il decreto legislativo 81/2025. Al paziente si consegna un documento cartaceo o in PDF, e sono i dati della spesa a essere trasmessi al Sistema TS.

Perimetro della funzione

NutriFacile gestisce le ricevute sanitarie e la trasmissione al Sistema TS, non la fatturazione elettronica di qualunque tipo di attività. L’emissione di fatture verso aziende o enti resta di competenza del gestionale fiscale o del commercialista.

Sullo stesso canale passa anche la ricetta bianca elettronica, riservata ai dietologi abilitati.

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